erboristeria mandorla
Tu sei in tutta la natura,
e io non ti so guardare.
( Da ‘Su questo lago’, in ‘Ritagli di Giornale’, di Mattia Carminati).
Dal diario di Mandorla, 28 08 2020.

Piove.

Magia.

Sono seduta sulla seggiolina in legno del mio balconcino qui in montagna, affacciata al bosco e ai colori del Sorbo degli Uccellatori: arancione acceso come il mio ombrellone.

E piove.

È un tipico temporale estivo di un tipico pomeriggio a Roncobello in agosto.

Non credo di conoscere momenti più speciali di questi.

Tutti sonnecchiano qui, anche il mio cane similconiglio Jack.

Io mi godo il rumore della pioggia con una tazza fumante del mio infuso ai frutti di bosco.

Amo l’odore del bosco bagnato, i colori accesi che solo l’acqua risveglia, le nuvole basse che toccano i tetti delle case e i suoni di tanti uccelli che fanno festa per la pioggia.

Il temporale è rigenerante e rassicurante!

Annuncia dolcemente la fine dell’estate con tutte le promesse di un autunno che chissà quali gioie ci porterà !

Prima non ero capace di gioire per il temporale nè per le promesse di una nuova stagione nè per la fine dell’estate.

Ora ogni momento è bellissimo.

Prima, quando lavoravo a Milano nella scatola dei numeri e delle applicazioni che gestiscono i sistemi e delle carte di credito che funzionano, non funzionano, si perdono, si rubano, ….. non riuscivo a gioire di niente.

Badate bene, sono grata a quel lavoro che mi ha cresciuta.

Non sarei quella che sono se non avessi fatto quell’esperienza.

Ma quella scatola era davvero stretta.

Anche se io avevo dipinto tutte le sue pareti con paesaggi fiabeschi e con le montagne del cuore ; fiori alberi e uccelli.

Anche se ci avevo inserito i loro suoni e i loro profumi.

Anche se mi premuravo di raccontare le loro storie.

Anche se ero circondata da persone che amavo e con gratitudine in cuor mio ringraziavo perché costituivano l’ossigeno di quel posto …. beh alla fine era sempre la scatola stretta che prima o poi mi ricordava puntuale che quello non era il mio posto.

È bastata una parola di mio marito ( sempre lui, lo stambecco di qualche storia fa ) per farmi voltare pagina.

E da allora, da quando ho aperto Mandorla e sono diventata ambasciatrice di essenze profumate e pozioni di benessere ho cominciato a gioire di tutto ciò che mi accade intorno.

Sicura di sentirmi nella mia tazza da thè, come mai probabilmente mi era successo.

Guardando indietro devo ammettere che c’è voluto tanto coraggio.

Anche un pizzico di incoscienza ( se fossi stata consapevole di certi risvolti pratici della medaglia non avrei fatto il salto, forse).

Meno male invece che mi sono buttata : tutta la gioia che mi godo ogni giorno per tutti i giorni dell’anno non ha prezzo!

Fra pochi giorni tornerò a casa, l’altra casa dopo questa, e tornerò alla mia quotidianità sempre diversa in Erboristeria e tutto ciò mi rasserena come se non fosse lavoro.

E riesco a godermi così anche gli ultimi giorni qui tra le montagne.

A presto,
Francesca erboristeria mandorla


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